Ottimizzazione dei percorsi di consegna: cosa considera davvero un software
Ottimizzare i percorsi non vuol dire solo trovare la strada più corta. Finestre orarie, spazio di carico, ritiri e consegne, strade per camion: ecco cosa deve considerare un buon software.
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“Ottimizzazione dei percorsi” è una di quelle espressioni che tutti usano e che vogliono dire cose molto diverse. Per un navigatore significa trovare la strada più veloce da A a B. Per un’azienda di trasporto con dieci mezzi e ottanta tappe al giorno significa molto di più.
Ecco cosa deve davvero considerare un software di ottimizzazione dei percorsi per essere utile a chi fa consegne con camion e furgoni.
Non un percorso, ma tanti giri insieme
Il problema vero non è “in che ordine visito queste tappe”, ma “quale mezzo visita quali tappe, e in che ordine”. Le due decisioni vanno prese insieme: assegnare bene gli ordini con un cattivo ordine delle tappe, o viceversa, porta comunque a giri lunghi e orari mancati.
Un buon software considera tutti i mezzi disponibili nello stesso momento e distribuisce il lavoro tra loro.
Le finestre orarie
Ogni cliente ha i suoi orari: il magazzino che riceve solo dalle 8 alle 12, il negozio che non vuole scarichi dopo l’apertura, il cantiere che chiude alle 16. Un percorso più corto che arriva fuori orario non serve a niente.
Il software deve trattare le finestre orarie come vincoli, non come preferenze: un giro che non le rispetta non è un giro valido. E deve considerare anche l’orario di lavoro di ogni mezzo e del suo autista.
Lo spazio di carico
Ogni mezzo ha un limite: pallet, metri di pianale o un’altra misura. Durante il giro lo spazio libero cambia continuamente, perché a ogni ritiro la merce sale e a ogni consegna scende.
Per questo non basta controllare che il totale della giornata stia nel mezzo: va controllato tappa dopo tappa. Un giro può essere valido solo se, in nessun momento, il carico supera lo spazio disponibile.
Ritiri e consegne collegati
Molti trasportatori non partono solo dal deposito: ritirano la merce da un cliente e la consegnano a un altro. In questo caso il software deve sapere che:
- il ritiro e la sua consegna stanno sullo stesso mezzo;
- il ritiro viene prima della consegna.
Sembra banale, ma molti strumenti di percorso pensati per i corrieri non lo gestiscono: ragionano solo su consegne in partenza da un unico magazzino.
Strade adatte ai camion
La strada più veloce per un’auto non è sempre percorribile da un mezzo pesante: limiti di altezza e di peso, divieti di transito, centri storici. I tempi di percorrenza usati dal software devono essere quelli di un camion vero, sulle strade che può davvero fare.
Gli imprevisti della giornata
Un piano perfetto alle 7 di mattina può non esserlo più alle 11. Un software utile permette di inserire un ordine urgente e di riorganizzare solo le tappe ancora da fare, partendo da dove si trovano i mezzi in quel momento.
Il risultato deve arrivare agli autisti
L’ottimizzazione migliore del mondo non serve se resta sullo schermo di chi pianifica. Ogni giro deve arrivare sul telefono del suo autista, nell’ordine calcolato, e chi pianifica deve vedere in tempo reale lo stato delle consegne.
In sintesi
Quando valuti un software di ottimizzazione dei percorsi, chiedi se considera insieme:
- l’assegnazione degli ordini ai mezzi e l’ordine delle tappe;
- finestre orarie dei clienti e orario dei mezzi;
- spazio di carico tappa per tappa;
- ritiri e consegne collegati;
- strade e tempi adatti ai camion;
- gli ordini urgenti in giornata;
- l’invio dei giri agli autisti.
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